Al via i controlli sulla conformità dei siti web scolastici: ecco come non farsi trovare impreparati
Le verifiche saranno effettuate dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale su tutti i siti web delle scuole beneficiarie dei finanziamenti PA Digitale 2026 e potranno «includere sia controlli automatici, sia il coinvolgimento di un asseveratore». Ma cosa succede se il sito non è conforme?
Con la misura 1.4.1 di PA Digitale 2026, le scuole italiane hanno ricevuto un contributo per adeguare i propri siti web attraverso l’adozione del modello di sito sviluppato da AgID che, tra le altre cose, risolve le ormai note problematiche di scarsa accessibilità e di esperienza utente difficoltosa.
A tal proposito da aprile 2022, tra i contributi stanziati e quelli già concessi alle scuole, sono stati destinati dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) oltre 30 milioni di euro del PNRR, il cui corretto impiego dovrà essere adeguatamente rendicontato e verificato.
Per questo motivo il Dipartimento ha previsto una serie di verifiche di conformità che saranno effettuate al termine dei lavori di adeguamento del sito e che potranno «includere sia controlli automatici, sia il coinvolgimento di un asseveratore». Se al termine delle verifiche l’esito sarà negativo, «il Dipartimento avvierà il procedimento di revoca del finanziamento»
La domanda a questo punto sorge spontanea: quali sono i parametri da rispettare e cosa possono fare le scuole per mettere al sicuro il contributo ricevuto?
Oltre alla piena aderenza al modello di sito web messo a punto dall’AgID, i siti devono rispettare le normative su privacy e accessibilità.
Purtroppo su questi aspetti non ci sono trucchi o scappatoie e la risposta è tanto ovvia quanto semplice. Ad oggi, l’unica misura che le scuole possono adottare per evitare di perdere il contributo è quella di affidarsi a fornitori che siano in grado di certificare la conformità dei prodotti e dei servizi offerti.
In altre parole, fidarsi in modo incondizionato di quello che dichiara un fornitore è come chiedere all’oste se il vino è buono.
Fonte: Orizzonte Scuola